La preoccupazione costante per il gioco, la necessità di fare puntate sempre più alte, l'incapacità di smettere il bisogno di giocare per evadere i problemi esistenziali: sono alcuni dei sintomi che individuano l'identikit del giocatore d'azzardo patologico, secondo uno studio dello psichiatra americano del Mount Sinai School of Medicine di New York, Eric Hollander. La relazione è stata presentata nell'ambito del quarto congresso di "Psicopatologie, neuroscienze de umanesimo", da oggi a domenica, a Firenze. Tra gli altri punti, Hollander indica il desiderio di giocare per recuperare il denaro perduto, il fatto di mentire ai familiari riguardo al gioco, gli atti illegali per finanziarsi, la mancanza di scrupoli nel mettere a repentaglio la vita familiare, il lavoro e la carriera, e quello di contare sugli altri per risolvere i problemi finanziari dovuti al gioco. Lo psichiatra, spiega infatti, che un giocatore d'azzardo, per essere definito patologico, deve presentare almeno cinque di questi sintomi. La patologia psichica, inoltre, ha un alto tasso di morbilità, ed in molti casi si accompagna ad altri disturbi come l'abuso di sostanze stupefacenti o di alcool, problemi nella sfera emotivo-affettiva, o il disturbo da deficit dell'attenzione con iperattività. Secondo lo psichiatra - sulla base di dati forniti dall'associazione americana Gambler Anonymous e da studiosi che operano nel campo - i giocatori d'azzardo patologici hanno una frequenza più elevata di ideazione suicidiaria e di tentativi di suicidio. Negli Stati Uniti infatti i tassi più alti di suicidio sono stati rilevati a Las Vegas, mecca del gioco d'azzardo, sia tra i residenti sia tra i visitatori. Tassi elevati sono stati registrati anche in altre comunità note per il gioco, come Atlantic City.